NON HA VISTO IL MURO
di Raniero La Valle
Con mezzo governo Berlusconi è andato in Israele per fare affari e per promettere che non ne farà più col nemico iraniano. Diligentemente è andato a visitare il museo della Shoà, scrivendo unapposita frase che attesta il suo orrore per quella ignominia. Poi dallhotel King David dove con il suo seguito occupava una suite regale con altre 170 stanze e vestiva un accappatoio bianco con su scritto a lettere doro Silvio Berlusconi, si è spostato alla Knesset per dire che Israele è la migliore democrazia del mondo e che bene ha fatto a punire i palestinesi con loperazione Piombo fuso e con il massacro di Gaza, nonostante la condanna ufficiale dellONU da cui lItalia del resto già si era dissociata votando contro di essa.
Tutto questo il nostro presidente del Consiglio ha fatto nel giorno in cui a Roma alla Camera faceva votare dai suoi devoti la legge-beffa che, unica nelle democrazie dellOccidente, sancisce la legittima latitanza sua e dei suoi ministri dalle aule giudiziarie nelle quali fossero processati anche per i più gravi reati; una legge così ingegnosa (si raffina con il ripetuto esercizio larte di Ghedini) che questa latitanza non ha nemmeno bisogno di essere consumata allestero, come almeno fece Craxi, ma può essere meramente figurativa e vissuta allegramente in Italia.
Nello stesso giorno Berlusconi si trasferiva nei Territori occupati per una doverosa visita allinfelice Abu Mazen. Per passare da Israele nei Territori bisogna imbattersi nel Muro che sigilla i palestinesi nel loro apartheid e sfregia la Terra santa e la stessa Gerusalemme. Ma ai giornalisti che gliene chiedevano le impressioni lo statista ha detto di non averlo veduto, occupato comera a riordinare le idee per lincontro con lAutorità palestinese. Ma non si può avere alcuna idea da scambiare con i palestinesi, se non si vede il Muro, che è come la trave ficcata nel loro occhio. Non vedere il Muro che è la più imponente opera edilizia della regione, è come andare in Egitto e non vedere le piramidi, è come essere andati nella Germania divisa e non aver visto il Muro di Berlino, è come essere andati ad Auschwitz senza aver visto il cancello con la scritta sul lavoro che libera.
Non vedere il Muro che uccide la Palestina e ghettizza Israele è come non vedere gli operai licenziati di Termini Imerese che salgono sui tetti, o quelli dellAlcoa, o i disoccupati e i cassintegrati che assediano palazzo Chigi, per proteggere il quale il centro di Roma si è trasformato in un bivacco della polizia.
Non vedere il muro che da Nazaret impedisce di andare a Betlemme, e da Gerusalemme blocca la strada per Emmaus, è come non vedere che cè la crisi economica che si abbatte su milioni di famiglie, e dire che tutto va bene, basta dare qualche condono ai ricchi che evadendo le tasse hanno messo le mani in tasca agli italiani poveri.
Non vedere il Muro che modernizza la Terra promessa è come non vedere altri monumenti della modernità: lo Stato di Diritto, il Cesare Beccaria dei delitti e delle pene, la divisione dei poteri, la funzione della magistratura, luniversalità della legge penale, leguaglianza di tutti davanti alla legge.
Non vedere il Muro oltre il quale è ricacciato lintero mondo arabo e islamico vuol dire rovesciare la politica estera italiana che ha intessuto legami e gettato ponti in tutto il Medio Oriente; significa distruggere limmagine dellItalia che per decenni ha compiuto il miracolo di praticare lamicizia con Israele senza rompere la solidarietà con i palestinesi; significa ignorare che il Parlamento italiano votò a suo tempo per lingresso non del solo Israele, come oggi vorrebbe Berlusconi, ma dei due Stati della Palestina e di Israele nella Comunità europea, intesa non come una fortezza per lo scontro con gli arabi, ma come uno spazio in cui le frontiere si abbassano e Israele e Palestina potessero vivere insieme come Stati indipendenti e sovrani, non confusi ma non divisi nel godimento dello stesso territorio.
Non vedere il Muro che umilia i palestinesi vuol dire andare da loro a promettere non la libertà, ma un po di soldi di un ipotetico piano Marshall per un impossibile benessere.
Il primo ministro Netanyau ha detto che Israele non ha un altro amico pari a Berlusconi in tutta la comunità internazionale. Povero Israele. Se amico di Israele è chi non vede il Muro, allora vuol dire che Israele vive nella irrealtà, in un mondo che non è quello vero, in un mondo dove non cè nessun altro che lui, un mondo che esiste solo nel sogno di chi è senza ragione. Questo sogno è molto pericoloso. Se ne può morire. E quello di far entrare il solo Israele nella Unione europea, per meglio combattere tutti insieme lIslam, non è un sogno, è un incubo.
sabato 6 febbraio 2010
martedì 11 agosto 2009
A PROPOSITO DI RONDE E MILITARI
Tratto da un mail ricevuta da Sandro Scarcella:
rispetto all'argomento ronde e sicurezza in genere mi permetto di far notare che il 1° aprile del 1981 il Parlamento approvò la riforma della Polizia di Stato che da militare diventò civile. Nacquero i sindacati e ci furono tutta una serie di cambiamenti all'interno del corpo.
Uno degli art. di legge, il 36, prevede che allo svolgimento delle attività amministrative sia adibito personale civile, e che i poliziotti altro non devono fare che i compiti d'istituto.
Dopo 28 anni, ci sono ancora circa 25.000 agenti di tutte le qualifiche, che svolgono attività puramente burocratica, non legata a indagini di polizia come qualche sindacalista si ostina a far credere al giornalista di turno, ma mansioni puramente amministrative: gestione dei magazzini, contabilità interna, segreteria, posta di cartacea (non e-mail) ecc.... Altro che militari e ronde per le strade. Ci sarebbe un esercito di agenti da mettere in strada e non solo per logica e buon senso, ma per legge. art. 36 legge 121 del 1/4/81. Non ho mai sentito nessuno fare riferimento a quanto sopra.
rispetto all'argomento ronde e sicurezza in genere mi permetto di far notare che il 1° aprile del 1981 il Parlamento approvò la riforma della Polizia di Stato che da militare diventò civile. Nacquero i sindacati e ci furono tutta una serie di cambiamenti all'interno del corpo.
Uno degli art. di legge, il 36, prevede che allo svolgimento delle attività amministrative sia adibito personale civile, e che i poliziotti altro non devono fare che i compiti d'istituto.
Dopo 28 anni, ci sono ancora circa 25.000 agenti di tutte le qualifiche, che svolgono attività puramente burocratica, non legata a indagini di polizia come qualche sindacalista si ostina a far credere al giornalista di turno, ma mansioni puramente amministrative: gestione dei magazzini, contabilità interna, segreteria, posta di cartacea (non e-mail) ecc.... Altro che militari e ronde per le strade. Ci sarebbe un esercito di agenti da mettere in strada e non solo per logica e buon senso, ma per legge. art. 36 legge 121 del 1/4/81. Non ho mai sentito nessuno fare riferimento a quanto sopra.
lunedì 29 giugno 2009
LE MILLE FACCE DELLA VERITA'
Per l’Occidente l’Iran degli ayatollah sadi deserto e petrolio. (…) Nella Repubblica teocratica che prevede frustate e amputazioni islamiche per i peccatori, si può abortire sino al 45esimo giorno,il 12% dei matrimoni finisce col divorzio, l’operazione per cambiare sesso è pagata dalla mutua, quella per ricostruire la verginità si fa in ambulatorio e persino la prostituzione è legale grazie a una formuletta riscoperta nel Corano dopo secoli di oblio. In più, il numero dei laureati ci umilia, la poligamia è, di fatto, vietata e le donne, purché abbiano caviglie e capelli coperti, guidano, votano e accedono a (quasi) tutti i mestieri. A Teheran progettano una monorotaia a levitazione
magnetica. Nel frattempo si accontentano di autostrade urbane da far invidia a Los Angeles e una metropolitana pulita, veloce e con aria condizionata. Tre mesi fa un satellite made in Iran è andato in orbita con successo. Nei locali pubblici è vietato fumare. Gli incentivi per l’auto incoraggiano ad abbandonare l’inquinante benzina per il più ecologico gpl. Oltre alle famigerate centrali nucleari ci sono 80 dighe in costruzione. Queste davvero solo per
produrre elettricità.
Andrea Nicastro
Corriere della Sera
14 giugno 2009
Corriere della Sera
14 giugno 2009
giovedì 4 giugno 2009
NOEMI SECONDO CALDEROLI
«Noemi? Ha due difetti: È bruttina (l'è gnanca tant bela - non è neanche tanto bella, ndr) e napoletana». Appello a Berlusconi: «Basta con Napoli, torna ad Arcore».
Grande Robertone! Queste sì che sono vere parole da ministro. Riguardo al "bruttina" fatti tuoi, è una tua libera opinione , ma è sul "napoletana" inteso come difetto che sarebbe interessante aprire un dibattito. Probabilmente, caro ministro Calderoli, hai finalmente individuato il vero problema della faccenda Noemi-Silvio: il punto non è se Silvio si intrattiene con le minorenni, il problema politico è se le minorenni sono "terrone".
Non sia mai che una liaison con una napoletana possa annacquare il purissimo sangue lùmbard del nostro re.
Grande Robertone! Queste sì che sono vere parole da ministro. Riguardo al "bruttina" fatti tuoi, è una tua libera opinione , ma è sul "napoletana" inteso come difetto che sarebbe interessante aprire un dibattito. Probabilmente, caro ministro Calderoli, hai finalmente individuato il vero problema della faccenda Noemi-Silvio: il punto non è se Silvio si intrattiene con le minorenni, il problema politico è se le minorenni sono "terrone".
Non sia mai che una liaison con una napoletana possa annacquare il purissimo sangue lùmbard del nostro re.
lunedì 1 giugno 2009
SITO STUPENDO
Consiglio a tutti www.euprofiler.eu: un sito bellissimo con i programmi politici di 300 partiti della UE.
Sul sito é possibile rispondere a trenta domande per vedere la propria posizione rispetto a tutti questi partiti. Domande ben poste, appropriate e dettagliate.
Per la cronaca sono finito esattamente sopra al PD, sono soddisfazioni! Il PD è il partito in Europa che più mi rappresenta secondo il politometro, secondo classificato un partito lettone, quindi mal che vada andrò a vivere là.
Sul sito é possibile rispondere a trenta domande per vedere la propria posizione rispetto a tutti questi partiti. Domande ben poste, appropriate e dettagliate.
Per la cronaca sono finito esattamente sopra al PD, sono soddisfazioni! Il PD è il partito in Europa che più mi rappresenta secondo il politometro, secondo classificato un partito lettone, quindi mal che vada andrò a vivere là.
venerdì 29 maggio 2009
NON VI RICORDA QUALCOSA?
Questo è il racconto di una normale serata nella Verona di Flavio Tosi. Sì, proprio quello che potremmo trovarci Presidente della regione Veneto l'anno prossimo. Oltre al testo qui sotto potete dare un'occhiata anche al video all'indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=LneQZQnszoo
Sono le 22.00. Come ogni mercoledì da un po' a questa parte, la piazza si riempie di vita. Ragazze e ragazzi, cittadine e cittadini, turisti e passanti si incrociano e spontaneamente si fermano in piazza a bersi una birretta, fare due chiacchere, suonare, cantare. Vuoi per la pioggia del pomeriggio che ha impigrito qualcuno, vuoi per la partita in champions league, c'è un po' meno gente del solito: siamo poco più di un centinaio di persone. Come sempre l'atmosfera è bella rilassata.Verso le 23.45 si presentano in piazza quattro volanti della polizia municipale per identificare e sanzionare due ragazzi che a quell'ora stavano suonando il tamburo. Dopo qualche minuto di accesa discussione, la situazione torna tranquilla. Parte spontanea una colletta per aiutare i due a coprire la cifra necessaria al pagamento della multa. Qualcuno commenta ironicamente l'intervento degli agenti, altri chiaccherano sereni ignorandone la presenza, altri disegnano con i gessetti colorati. La tensione sfuma velocemente e tutto torna tranquillo. Nonostante questo le quattro volanti rimangono accampate nella piazza per altri quaranta minuti. Motore acceso, fari puntati. Ai lati gli agenti camminano avanti e indietro nervosamente. Con loro a monitorare la situazione, sono presenti vicequestore, vice capo della digos, un numero imprecisato di agenti con ricetrasmittenti e telecamere. Alla crescente curiosità di qualche ragazzo che li interroga sul senso della loro presenza, un vigile si decide a rispondere: "Questi sono gli ordini; nel caso siamo pronti a caricare". La voce rimbalza nella piazza ma pare una semplice provocazione. Nessuno gli da più di tanto peso. E' "normale".Qualche minuto dopo, succede qualcosa che ha dell'incredibile. Attorno alla 00.30 dalla loro postazione si sganciano, guanti alle mani, 6/7 vigili guidati dal vice comandante. Si dirigono decisi verso un angolo della piazza dove si scopre che un "criminale" sta strimpellando una chitarra in compagnia di un amico. Tanto è il frastuono che nessuno in piazza se ne è praticamente accorto. Ma gli agenti proseguono implacabili e minacciosi accerchiano il ragazzo che accortosi del loro arrivo, sbalordito, prontamente smette di suonare.Ecco applicata l'ordinanza con la quale il sindaco vieta l'uso di strumenti musicali dopo le 22.00. Davanti a tutte e tutti si concretizza l'assurdità di un provvedimento che in nome della quiete pubblica va a colpire un ragazzo che certo non sta disturbando nessuno, tanto che il suono della sua chitarra è coperto dalle chiacchere della piazza. Spontaneamente, qualche amico gli si avvicina per capire cosa sta succedendo. I vigili si fanno subito minacciosi chiedendo i documenti a chiunque rivolga loro la parola. Molti chiaramente si rifiutano di farlo non ritenendo loro imputabile alcuna infrazione. Non hanno fatto nulla di più che qualche domanda. Di punto in bianco gli agenti, tenendo il musicista stretto in una morsa, iniziano a spintonare per liberarsi dal capannello di amici e curiosi che gli si è creato attorno ed avvicinarsi alle volanti. Qualcuno viene scaraventato a terra tra le proteste dei più. E' il caos.Questione di un minuto da dietro la prefettura arrivano in Piazza Dante 3/4 camionette della celere e una macchina dei carabinieri, che evidentemente aspettavano il segnale posizionate nelle vicinanze. Dalle camionette scendono con casco e manganello in mano una decina di celerini che subito si lanciano verso i colleghi della municipale menando a casaccio. Nella piazza è il panico, si alzano grida di paura e denuncia. Si cerca di capire se c'è finito di mezzo l'amico, l'amica. Si grida: "vergogna!" Celere e vigili trascinano dietro le volanti due ragazzi, due studenti. Uno di questi viene colpito più volte al costato, al viso, strattonato per i capelli, sbattuto a terra ed infine caricato su una volante per essere accompagnato, insieme all'altro, in questura. Il tutto è testimoniato dalle decine di persone presenti ed è ben documentato nelle foto e nei diversi video che sono stati girati. Sul momento non viene resa nota alcuna imputazione. Una ragazza piange. Uno dei due è il suo ragazzo. Non la lasciano avvicinarsi. Davanti a lei una fila di celerini, vigili ed agenti della digos.In piazza sono tutti scioccati per quello che hanno visto davanti ai loro occhi. Una cinquantina decidono di partire insieme a piedi e raggiungere la questura. Ad aspettarli è schierata una fila di celere. Sono ormai le 2.00. La situazione è surreale. Arrivano altri ragazzi a portare la loro solidarietà. Voci danno per imminente la liberazione dei due. Sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale con aggravante e rifiuto di fornire i documenti, sempre con aggravante.Dopo circa una mezzora gli amici possono finalmente riabbracciarli. Uno ha addosso tutti i segni delle percosse: la schiena e il costato segnati dai lividi, un occhio gonfio, un evidente "buco" nella testa causato dallo strappo di qualche ciocca di capelli.Pensiamo che queste cose non possano accadere in un Paese che si dice libero. Ci sembra chiaro che nella nostra città in particolare ci sia un'emergenza democratica. Non permetteremo che cose simili accadano nuovamente.
Sono le 22.00. Come ogni mercoledì da un po' a questa parte, la piazza si riempie di vita. Ragazze e ragazzi, cittadine e cittadini, turisti e passanti si incrociano e spontaneamente si fermano in piazza a bersi una birretta, fare due chiacchere, suonare, cantare. Vuoi per la pioggia del pomeriggio che ha impigrito qualcuno, vuoi per la partita in champions league, c'è un po' meno gente del solito: siamo poco più di un centinaio di persone. Come sempre l'atmosfera è bella rilassata.Verso le 23.45 si presentano in piazza quattro volanti della polizia municipale per identificare e sanzionare due ragazzi che a quell'ora stavano suonando il tamburo. Dopo qualche minuto di accesa discussione, la situazione torna tranquilla. Parte spontanea una colletta per aiutare i due a coprire la cifra necessaria al pagamento della multa. Qualcuno commenta ironicamente l'intervento degli agenti, altri chiaccherano sereni ignorandone la presenza, altri disegnano con i gessetti colorati. La tensione sfuma velocemente e tutto torna tranquillo. Nonostante questo le quattro volanti rimangono accampate nella piazza per altri quaranta minuti. Motore acceso, fari puntati. Ai lati gli agenti camminano avanti e indietro nervosamente. Con loro a monitorare la situazione, sono presenti vicequestore, vice capo della digos, un numero imprecisato di agenti con ricetrasmittenti e telecamere. Alla crescente curiosità di qualche ragazzo che li interroga sul senso della loro presenza, un vigile si decide a rispondere: "Questi sono gli ordini; nel caso siamo pronti a caricare". La voce rimbalza nella piazza ma pare una semplice provocazione. Nessuno gli da più di tanto peso. E' "normale".Qualche minuto dopo, succede qualcosa che ha dell'incredibile. Attorno alla 00.30 dalla loro postazione si sganciano, guanti alle mani, 6/7 vigili guidati dal vice comandante. Si dirigono decisi verso un angolo della piazza dove si scopre che un "criminale" sta strimpellando una chitarra in compagnia di un amico. Tanto è il frastuono che nessuno in piazza se ne è praticamente accorto. Ma gli agenti proseguono implacabili e minacciosi accerchiano il ragazzo che accortosi del loro arrivo, sbalordito, prontamente smette di suonare.Ecco applicata l'ordinanza con la quale il sindaco vieta l'uso di strumenti musicali dopo le 22.00. Davanti a tutte e tutti si concretizza l'assurdità di un provvedimento che in nome della quiete pubblica va a colpire un ragazzo che certo non sta disturbando nessuno, tanto che il suono della sua chitarra è coperto dalle chiacchere della piazza. Spontaneamente, qualche amico gli si avvicina per capire cosa sta succedendo. I vigili si fanno subito minacciosi chiedendo i documenti a chiunque rivolga loro la parola. Molti chiaramente si rifiutano di farlo non ritenendo loro imputabile alcuna infrazione. Non hanno fatto nulla di più che qualche domanda. Di punto in bianco gli agenti, tenendo il musicista stretto in una morsa, iniziano a spintonare per liberarsi dal capannello di amici e curiosi che gli si è creato attorno ed avvicinarsi alle volanti. Qualcuno viene scaraventato a terra tra le proteste dei più. E' il caos.Questione di un minuto da dietro la prefettura arrivano in Piazza Dante 3/4 camionette della celere e una macchina dei carabinieri, che evidentemente aspettavano il segnale posizionate nelle vicinanze. Dalle camionette scendono con casco e manganello in mano una decina di celerini che subito si lanciano verso i colleghi della municipale menando a casaccio. Nella piazza è il panico, si alzano grida di paura e denuncia. Si cerca di capire se c'è finito di mezzo l'amico, l'amica. Si grida: "vergogna!" Celere e vigili trascinano dietro le volanti due ragazzi, due studenti. Uno di questi viene colpito più volte al costato, al viso, strattonato per i capelli, sbattuto a terra ed infine caricato su una volante per essere accompagnato, insieme all'altro, in questura. Il tutto è testimoniato dalle decine di persone presenti ed è ben documentato nelle foto e nei diversi video che sono stati girati. Sul momento non viene resa nota alcuna imputazione. Una ragazza piange. Uno dei due è il suo ragazzo. Non la lasciano avvicinarsi. Davanti a lei una fila di celerini, vigili ed agenti della digos.In piazza sono tutti scioccati per quello che hanno visto davanti ai loro occhi. Una cinquantina decidono di partire insieme a piedi e raggiungere la questura. Ad aspettarli è schierata una fila di celere. Sono ormai le 2.00. La situazione è surreale. Arrivano altri ragazzi a portare la loro solidarietà. Voci danno per imminente la liberazione dei due. Sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale con aggravante e rifiuto di fornire i documenti, sempre con aggravante.Dopo circa una mezzora gli amici possono finalmente riabbracciarli. Uno ha addosso tutti i segni delle percosse: la schiena e il costato segnati dai lividi, un occhio gonfio, un evidente "buco" nella testa causato dallo strappo di qualche ciocca di capelli.Pensiamo che queste cose non possano accadere in un Paese che si dice libero. Ci sembra chiaro che nella nostra città in particolare ci sia un'emergenza democratica. Non permetteremo che cose simili accadano nuovamente.
PROGRAMMA PER LE EUROPEE
Perchè poi non si dica che non abbiamo un programma per le Europee: ce l'abbiamo ed è pure interessante.
Piccola nota: naturalmente PDL, LEGA e UDC non ce l'hanno. Non ne hanno bisogno, loro.
“La crisi economica che ha investito l'Europa pone un obiettivo di archiviare al più presto l’ideologia che l’ha sorretta, ovvero quella di mercati in grado di autoregolarsi e di una globalizzazione all’insegna delle disuguaglianze e dell’assenza di regole.La crisi ha dimostrato l’importanza, di fronte ad un mondo sempre più complesso, incerto ed imprevedibile, di avere una ‘casa europea’. Senza una forte integrazione ed una moneta unica l’impatto della crisi sulle nostre società ed economie sarebbe stato ben più drammatico. Se si fosse dato ascolto alla destra ostile all’euro e che contrastava l’integrazione, l’Italia si sarebbe trovata in balia della crisi senza interlocutori né mezzi per trovare una risposta coerente”.Questo è solo un breve stralcio del programma politico del Pd per le prossime elezioni europee del 6 e 7 giugno, presentato oggi alla stampa dal segretario Dario Franceschini.Il Pd sarà in prima linea per "reimpugnare la bandiera" dell'europeismo. Per il leader del Pd occorre "risvegliare la vocazione europeista degli italiani". In Italia "è una cosa rara che un partito presenti il programma per le elezioni europee, ma normale all'estero", ha ricordato. "E' indubbio che le elezioni abbiano anche un significato politico ma noi vogliamo che restino accesi i riflettori sul tema Europa".Per queste ragioni “abbiamo candidato persone che resteranno in Europa" ha ribadito Franceschini e questo dovrà essere "un argomento centrale della campagna elettorale”. “Ci sarà' un motivo se in nessun altro Paese europeo un capo di governo si presenta per occupareun posto in cui non resterà. Perché dobbiamo sempre essere anomali nella furbizia e nel trucco?".Per il leader del Partito Democratico il concetto di centralità dell'Europa è di fondamentale importanza.”Tra i ragazzi la dimensione è 'Noi siamo europei' e non italiani o francesi. Tra i giovani c'è un'identità che è già più avanti”.”Il mercato – ha concluso Franceschini è molto più veloce delle sue classi dirigenti. Si è fatta un'intera campagna elettorale sull'italianità di Alitalia non capendo che con altre soluzioni saremmo nella prima compagnia europea. Poi però c'è l'orgoglio per operazioni come Fiat-Opel...''.Questi i punti principali del programma del Pd:
1. Rilanciare la crescita e l’integrazione internaQuello di cui ha bisogno l’Europa è l’ avvio di una politica europea di investimentiper lo sviluppo e di un più forte coordinamento delle politiche economiche e dellemisure di stimolo all’economia.Le vie da percorrere sono le seguenti:
l’adozione da parte della Commissione di un documento di programmazione economica e finanziaria;
la modifica del Patto di stabilità e di crescita per scorporare dal calcolo del deficit le spese per investimenti in infrastrutture e attività di ricerca (certificati nella loro rilevanza europea dalla Banca Europea degli Investimenti);
la revisione e un adeguamento del bilancio comunitario alle sfide che l’Unione deve affrontare: un bilancio che renda possibili investimenti da concentrare nel campo della ricerca, della formazione superiore, dell’innovazione tecnologica;
la emissione di titoli del debito pubblico europeo per finanziare grandi investimenti a favore della crescita. L’obiettivo è consentire ai paesi europei ad un tempo il rafforzamento delle infrastrutture materiali e immateriali e l’innalzamento dei livelli di ricerca scientifica e tecnologica in accordo con il perseguimento della Strategia di Lisbona;
un forte sistema di regolazione e supervisione finanziaria e bancaria, integrato con la Bce e con gli Enti nazionali, per esercitare un efficace controllo ai vari livelli incluso quello sugli attori finanziari che operano su scala continentale;
limiti sulle retribuzioni e sui bonus dei dirigenti in modo che i loro compensi non prescindano dai risultati e nuove regole per prevenire conflitti d’interesse.
2. Nuove politiche redistributive
Mettere a regime e rafforzare il Fondo costituito per sostenere i lavoratori e le imprese colpite dalla concorrenza internazionale: è necessario un finanziamento adeguato se si vuole che il Fondo dia un sostegno effettivo e non si riduca ad interventi simbolici.
Adottare ammortizzatori sociali universali, del reddito minimo e dei sostegni ai bassi salari. Si tratta di misure di grande attualità e che danno un senso concreto all’Europa sociale.
Promuovere politiche comuni per la buona occupazione, specie dei gruppi più deboli sul mercato del lavoro, riducendo le diseguaglianze sociali nei paesi dell’Unione.
3. Un’Europa protagonista della “green economy”La Comunità europea era nata anche per l’energia, quella spinta iniziale va rinnovata.Per l’Italia si tratta di recuperare un ritardo accumulato negli anni di governo del centrodestra, che aveva nell’amministrazione Bush l’unico partner occidentale affine in atteggiamenti scettici e persino negazionisti.La sfida dell’ambiente si incrocia poi in particolare in Italia con quella dell’innovazionee della qualità, fondamentali per la competitività della nostra economia e vede nellavitalità delle nostre imprese un’importante strumento. 4. Un’Europa più vicina alle nuove generazioniIstruzione, innovazione, mobilità sono alla base di una cittadinanza europea attiva. Questo comporta maggiori sostegni per quelle azioni e quei programmi come Erasmus che contribuiscono a creare una cittadinanza europea autentica e vissuta. Erasmus deve diventare obbligatorio in tutte le università.La mobilità va estesa oltre l’università, sviluppando programmi Erasmus dei funzionari, degli imprenditori, degli insegnanti. Va inoltre promossa nei paesi membri “una educazione civica europea”perché si impari da piccoli a vivere e riconoscersi come cittadini europei. Importante sarebbe lanciare un programma per un Servizio civile europeo.5. Un uguaglianza di genere
Aspetto essenziale del programma europeo dei democratici è l’impegno per realizzare l’uguaglianza di genere in Italia e in Europa. Le donne in media guadagnano ancora il 15% in meno degli uomini a parità di lavoro ed è molto più frequente che siano disoccupate, emarginate dal mercato del lavoro per mancanza di posti di lavoro adeguati, o siano impegnate in lavori sottopagati o di basso livello o a tempo parziale.Proponiamo di creare una Carta europea dei diritti delle donne in tutta l’Unione Europea e per promuovere meccanismi che garantiscano l’uguaglianza di genere in tutti gli aspetti della vita sociale, economica e politica.6. Contribuire alla definizione di nuove regole della finanza internazionaleUna efficace regolazione pubblica è necessaria per il buon andamento dei mercati finanziari. Quindi nuove regole per:
rinsaldare la coerenza della sua azione esterna unificando la rappresentanza delle sue posizioni nelle istituzioni globali, dalle Nazioni Unite, al G8, alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale, fino ad arrivare ad avere una voce unica in molte di queste istituzioni. ndispensabile, in ogni caso, è unificare la rappresentanza internazionale della zona euro;
promuovere la ripresa e la conclusione positiva del negoziato multilaterale sul commercio. L’Europa ricaverebbe solo svantaggi da un indebolimento dell’Organizzazione mondiale del commercio e delle sue regole multilaterali.
7. Tutelare il nostro tessuto agricoloOccorre incrementare il protagonismo internazionale della nostra offerta alimentare. Obiettivo primario è continuare nella valorizzazione del nostro patrimonio di qualità, tradizioni e legami con il territorio. Il Partito democratico è impegnato nella ricerca di soluzioni che preservino e accrescano un patrimonio economico, sociale e ambientale di straordinaria importanza come quello agricolo, anche nell’ottica del processo di partenariato mediterraneo, per fare del Mezzogiorno d’Italia una piattaforma di valorizzazione dell’intera offerta alimentare mediterranea.8. Governare il fenomeno migratorioL’immigrazione è una sfida di carattere economico, sociale e culturale di tale portata da richiedere politiche di ampio respiro e soprattutto una gestione comunitaria e non unilaterale della questione.La cooperazione europea è essenziale per governare il fenomeno migratorio e promuovere una giusta e responsabile politica rispondente ai bisogni economici dell’Europa e rispettosa dei diritti degli immigrati. Una politica che sia percepita dai cittadini come un’opportunità e non una sfida alla loro sicurezza.L’immigrazione legale e controllata è la più efficiente forma di contrasto all’immigrazione clandestina. La risposta non è nei ghetti o nella xenofobia ma in politiche che combattano severamente l’immigrazione clandestina, il lavoro nero, il traffico di esseri umani e assicurino l’integrazione. Ciò che ha iniziato a fare l’Europa in questo campo va nella direzione giusta ma è ancora troppo poco. Non si può delegare il controllo delle frontiere esterne dell’Unione e la politica degli accordi internazionali (gli strumenti più efficaci) solo agli Stati membri.
Occorre una comune politica di controllo delle frontiere esterne dell’Unione e vanno stipulati da parte dell’Unione Europea accordi di cooperazione e riammissione con i paesi extra europei;
va impostata una politica di integrazione fondata sul rispetto dei doveri e sul progressivo riconoscimento di diritti di partecipazione, rappresentanza e cittadinanza;
va sostenuta una politica comune sull’asilo basata su regole giuste e condivise dai paesi membri dell’Unione per coloro che fuggono da regimi tirannici e da persecuzioni.
9. Contrastare il crimine e il terrorismoPiù sicurezza per i cittadini europei significa anche più cooperazione contro il crimine organizzato e il terrorismo. La libera circolazione dei cittadini europei attraverso il sistema di Schengen è una della più importanti realizzazioni europee: non va rimessa in discussione ma va efficacemente garantita attraverso una più forte cooperazione delle autorità giudiziarie e delle forze di polizia e di sicurezza europee.La difesa rigida delle competenze nazionali in materia di sicurezza è una forma di miopia che riduce la risposta alla domanda di sicurezza dei cittadini. Ecco perché occorre:
consolidare la cooperazione delle forze giudiziarie e di polizia degli stati membri al fine di combattere e prevenire la criminalità organizzata, le minacce alla vita e alle libertà dei cittadini;
rafforzare energicamente l’Europol, perché diventi presto una vera e propria Polizia Europea, in grado di contrastare efficacemente le grandi multinazionali del crimine e irrobustire Eurojust e lo spazio giudiziario europeo;
individuare, nella lotta terrorismo, che resta una grave minaccia, più efficaci forme di collaborazione tra le intelligence dei Paesi europei, sino ad un coordinamento stabile sul modello di Europol, dove scambiare informazioni, compiere analisi condivise, promuovere iniziative di prevenzione.
10. Dare maggiore consistenza e coerenza all’azione internazionale dell’Unione e costruire una politica di sicurezza e difesa europea
L’Unione europea deve essere sempre di più protagonista nel promuovere la pace, la prevenzione e la risoluzione dei conflitti. Per il nostro paese è essenziale costruire una effettiva Unione euromediterranea basata sui principi di cooperazione e solidarietà regionale. Far sì che il nuovo multipolarismo rafforzi e non indebolisca la cooperazione. L’Unione europea dovrà aumentare gli sforzi per sradicare la povertà nei paesi in via di sviluppo. La nuova legislatura europea 2009/2014 coincide con il tempo rimanente per la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite. Occorre mettere in campo oltre ai programmi di aiuto dell’Unione già esistenti, fonti ulteriori di finanziamento allocando almeno lo 0,7 del prodotto nazionale lordo alla politica di sviluppo e realizzando i programmi in modo più coordinato, efficace e mirato.
Piccola nota: naturalmente PDL, LEGA e UDC non ce l'hanno. Non ne hanno bisogno, loro.
“La crisi economica che ha investito l'Europa pone un obiettivo di archiviare al più presto l’ideologia che l’ha sorretta, ovvero quella di mercati in grado di autoregolarsi e di una globalizzazione all’insegna delle disuguaglianze e dell’assenza di regole.La crisi ha dimostrato l’importanza, di fronte ad un mondo sempre più complesso, incerto ed imprevedibile, di avere una ‘casa europea’. Senza una forte integrazione ed una moneta unica l’impatto della crisi sulle nostre società ed economie sarebbe stato ben più drammatico. Se si fosse dato ascolto alla destra ostile all’euro e che contrastava l’integrazione, l’Italia si sarebbe trovata in balia della crisi senza interlocutori né mezzi per trovare una risposta coerente”.Questo è solo un breve stralcio del programma politico del Pd per le prossime elezioni europee del 6 e 7 giugno, presentato oggi alla stampa dal segretario Dario Franceschini.Il Pd sarà in prima linea per "reimpugnare la bandiera" dell'europeismo. Per il leader del Pd occorre "risvegliare la vocazione europeista degli italiani". In Italia "è una cosa rara che un partito presenti il programma per le elezioni europee, ma normale all'estero", ha ricordato. "E' indubbio che le elezioni abbiano anche un significato politico ma noi vogliamo che restino accesi i riflettori sul tema Europa".Per queste ragioni “abbiamo candidato persone che resteranno in Europa" ha ribadito Franceschini e questo dovrà essere "un argomento centrale della campagna elettorale”. “Ci sarà' un motivo se in nessun altro Paese europeo un capo di governo si presenta per occupareun posto in cui non resterà. Perché dobbiamo sempre essere anomali nella furbizia e nel trucco?".Per il leader del Partito Democratico il concetto di centralità dell'Europa è di fondamentale importanza.”Tra i ragazzi la dimensione è 'Noi siamo europei' e non italiani o francesi. Tra i giovani c'è un'identità che è già più avanti”.”Il mercato – ha concluso Franceschini è molto più veloce delle sue classi dirigenti. Si è fatta un'intera campagna elettorale sull'italianità di Alitalia non capendo che con altre soluzioni saremmo nella prima compagnia europea. Poi però c'è l'orgoglio per operazioni come Fiat-Opel...''.Questi i punti principali del programma del Pd:
1. Rilanciare la crescita e l’integrazione internaQuello di cui ha bisogno l’Europa è l’ avvio di una politica europea di investimentiper lo sviluppo e di un più forte coordinamento delle politiche economiche e dellemisure di stimolo all’economia.Le vie da percorrere sono le seguenti:
l’adozione da parte della Commissione di un documento di programmazione economica e finanziaria;
la modifica del Patto di stabilità e di crescita per scorporare dal calcolo del deficit le spese per investimenti in infrastrutture e attività di ricerca (certificati nella loro rilevanza europea dalla Banca Europea degli Investimenti);
la revisione e un adeguamento del bilancio comunitario alle sfide che l’Unione deve affrontare: un bilancio che renda possibili investimenti da concentrare nel campo della ricerca, della formazione superiore, dell’innovazione tecnologica;
la emissione di titoli del debito pubblico europeo per finanziare grandi investimenti a favore della crescita. L’obiettivo è consentire ai paesi europei ad un tempo il rafforzamento delle infrastrutture materiali e immateriali e l’innalzamento dei livelli di ricerca scientifica e tecnologica in accordo con il perseguimento della Strategia di Lisbona;
un forte sistema di regolazione e supervisione finanziaria e bancaria, integrato con la Bce e con gli Enti nazionali, per esercitare un efficace controllo ai vari livelli incluso quello sugli attori finanziari che operano su scala continentale;
limiti sulle retribuzioni e sui bonus dei dirigenti in modo che i loro compensi non prescindano dai risultati e nuove regole per prevenire conflitti d’interesse.
2. Nuove politiche redistributive
Mettere a regime e rafforzare il Fondo costituito per sostenere i lavoratori e le imprese colpite dalla concorrenza internazionale: è necessario un finanziamento adeguato se si vuole che il Fondo dia un sostegno effettivo e non si riduca ad interventi simbolici.
Adottare ammortizzatori sociali universali, del reddito minimo e dei sostegni ai bassi salari. Si tratta di misure di grande attualità e che danno un senso concreto all’Europa sociale.
Promuovere politiche comuni per la buona occupazione, specie dei gruppi più deboli sul mercato del lavoro, riducendo le diseguaglianze sociali nei paesi dell’Unione.
3. Un’Europa protagonista della “green economy”La Comunità europea era nata anche per l’energia, quella spinta iniziale va rinnovata.Per l’Italia si tratta di recuperare un ritardo accumulato negli anni di governo del centrodestra, che aveva nell’amministrazione Bush l’unico partner occidentale affine in atteggiamenti scettici e persino negazionisti.La sfida dell’ambiente si incrocia poi in particolare in Italia con quella dell’innovazionee della qualità, fondamentali per la competitività della nostra economia e vede nellavitalità delle nostre imprese un’importante strumento. 4. Un’Europa più vicina alle nuove generazioniIstruzione, innovazione, mobilità sono alla base di una cittadinanza europea attiva. Questo comporta maggiori sostegni per quelle azioni e quei programmi come Erasmus che contribuiscono a creare una cittadinanza europea autentica e vissuta. Erasmus deve diventare obbligatorio in tutte le università.La mobilità va estesa oltre l’università, sviluppando programmi Erasmus dei funzionari, degli imprenditori, degli insegnanti. Va inoltre promossa nei paesi membri “una educazione civica europea”perché si impari da piccoli a vivere e riconoscersi come cittadini europei. Importante sarebbe lanciare un programma per un Servizio civile europeo.5. Un uguaglianza di genere
Aspetto essenziale del programma europeo dei democratici è l’impegno per realizzare l’uguaglianza di genere in Italia e in Europa. Le donne in media guadagnano ancora il 15% in meno degli uomini a parità di lavoro ed è molto più frequente che siano disoccupate, emarginate dal mercato del lavoro per mancanza di posti di lavoro adeguati, o siano impegnate in lavori sottopagati o di basso livello o a tempo parziale.Proponiamo di creare una Carta europea dei diritti delle donne in tutta l’Unione Europea e per promuovere meccanismi che garantiscano l’uguaglianza di genere in tutti gli aspetti della vita sociale, economica e politica.6. Contribuire alla definizione di nuove regole della finanza internazionaleUna efficace regolazione pubblica è necessaria per il buon andamento dei mercati finanziari. Quindi nuove regole per:
rinsaldare la coerenza della sua azione esterna unificando la rappresentanza delle sue posizioni nelle istituzioni globali, dalle Nazioni Unite, al G8, alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale, fino ad arrivare ad avere una voce unica in molte di queste istituzioni. ndispensabile, in ogni caso, è unificare la rappresentanza internazionale della zona euro;
promuovere la ripresa e la conclusione positiva del negoziato multilaterale sul commercio. L’Europa ricaverebbe solo svantaggi da un indebolimento dell’Organizzazione mondiale del commercio e delle sue regole multilaterali.
7. Tutelare il nostro tessuto agricoloOccorre incrementare il protagonismo internazionale della nostra offerta alimentare. Obiettivo primario è continuare nella valorizzazione del nostro patrimonio di qualità, tradizioni e legami con il territorio. Il Partito democratico è impegnato nella ricerca di soluzioni che preservino e accrescano un patrimonio economico, sociale e ambientale di straordinaria importanza come quello agricolo, anche nell’ottica del processo di partenariato mediterraneo, per fare del Mezzogiorno d’Italia una piattaforma di valorizzazione dell’intera offerta alimentare mediterranea.8. Governare il fenomeno migratorioL’immigrazione è una sfida di carattere economico, sociale e culturale di tale portata da richiedere politiche di ampio respiro e soprattutto una gestione comunitaria e non unilaterale della questione.La cooperazione europea è essenziale per governare il fenomeno migratorio e promuovere una giusta e responsabile politica rispondente ai bisogni economici dell’Europa e rispettosa dei diritti degli immigrati. Una politica che sia percepita dai cittadini come un’opportunità e non una sfida alla loro sicurezza.L’immigrazione legale e controllata è la più efficiente forma di contrasto all’immigrazione clandestina. La risposta non è nei ghetti o nella xenofobia ma in politiche che combattano severamente l’immigrazione clandestina, il lavoro nero, il traffico di esseri umani e assicurino l’integrazione. Ciò che ha iniziato a fare l’Europa in questo campo va nella direzione giusta ma è ancora troppo poco. Non si può delegare il controllo delle frontiere esterne dell’Unione e la politica degli accordi internazionali (gli strumenti più efficaci) solo agli Stati membri.
Occorre una comune politica di controllo delle frontiere esterne dell’Unione e vanno stipulati da parte dell’Unione Europea accordi di cooperazione e riammissione con i paesi extra europei;
va impostata una politica di integrazione fondata sul rispetto dei doveri e sul progressivo riconoscimento di diritti di partecipazione, rappresentanza e cittadinanza;
va sostenuta una politica comune sull’asilo basata su regole giuste e condivise dai paesi membri dell’Unione per coloro che fuggono da regimi tirannici e da persecuzioni.
9. Contrastare il crimine e il terrorismoPiù sicurezza per i cittadini europei significa anche più cooperazione contro il crimine organizzato e il terrorismo. La libera circolazione dei cittadini europei attraverso il sistema di Schengen è una della più importanti realizzazioni europee: non va rimessa in discussione ma va efficacemente garantita attraverso una più forte cooperazione delle autorità giudiziarie e delle forze di polizia e di sicurezza europee.La difesa rigida delle competenze nazionali in materia di sicurezza è una forma di miopia che riduce la risposta alla domanda di sicurezza dei cittadini. Ecco perché occorre:
consolidare la cooperazione delle forze giudiziarie e di polizia degli stati membri al fine di combattere e prevenire la criminalità organizzata, le minacce alla vita e alle libertà dei cittadini;
rafforzare energicamente l’Europol, perché diventi presto una vera e propria Polizia Europea, in grado di contrastare efficacemente le grandi multinazionali del crimine e irrobustire Eurojust e lo spazio giudiziario europeo;
individuare, nella lotta terrorismo, che resta una grave minaccia, più efficaci forme di collaborazione tra le intelligence dei Paesi europei, sino ad un coordinamento stabile sul modello di Europol, dove scambiare informazioni, compiere analisi condivise, promuovere iniziative di prevenzione.
10. Dare maggiore consistenza e coerenza all’azione internazionale dell’Unione e costruire una politica di sicurezza e difesa europea
L’Unione europea deve essere sempre di più protagonista nel promuovere la pace, la prevenzione e la risoluzione dei conflitti. Per il nostro paese è essenziale costruire una effettiva Unione euromediterranea basata sui principi di cooperazione e solidarietà regionale. Far sì che il nuovo multipolarismo rafforzi e non indebolisca la cooperazione. L’Unione europea dovrà aumentare gli sforzi per sradicare la povertà nei paesi in via di sviluppo. La nuova legislatura europea 2009/2014 coincide con il tempo rimanente per la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite. Occorre mettere in campo oltre ai programmi di aiuto dell’Unione già esistenti, fonti ulteriori di finanziamento allocando almeno lo 0,7 del prodotto nazionale lordo alla politica di sviluppo e realizzando i programmi in modo più coordinato, efficace e mirato.
giovedì 28 maggio 2009
EUROPOLITOMETRO
Non sapete chi votare alle europee? Provate l'Europolitometro su Repubblica.it a questo indirizzo: http://temi.repubblica.it/elezioni-europee-2009/category/articolo/04/02/elezioni-da-giocare-con-leuro-politometro/0015. Molto divertente e interessante.
P.S.: per la cronaca sono finito esattamente sopra la posizione di Gianfranco Fini. Mi sono sentito di sinistra:-)
P.S.: per la cronaca sono finito esattamente sopra la posizione di Gianfranco Fini. Mi sono sentito di sinistra:-)
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